13 marzo 2010
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"Tra noi due sono io quello  
eletto dal popolo" 

Berlusconi, a Napolitano

ComMedia all'italiana - di B. Cosmi

E' la percezione della domanda a condizionare l'offerta...

Quanto costa una passione, una idea, un ruolo, uno scatto. Un riscatto generazionale, una scommessa, una nuova proposta. Oppure, lasciate che la definisca così: l´Economia dal volto umano. "Non siamo figli controfigure" certamente è spendibile come difesa d´ufficio di una generazione condannata a trenta anni di adolescenza, sotto il brand di

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In fondo nella vita si scrive solo l'opera prima...

Si è parlato tanto delle tre "I" (Inglese - Internet - Impresa) ma alla fine dopo tanti slogan non si è dimenticata la "I" di "Italiano" (come lo Intendeva Sciascia: " l'Italiano non è l'Italiano, ma è il ragionamento"? La “i” dell’alfabeto di Sciascia è in “Una storia semplice”. L’ultimo soffertissimo romanzo con l’autobiografico professore Franzò. Mi fa un certo effetto fare copia e incolla da una cosa che ho trascritto tre anni fa…e vedere che è ancora un quesito sul tavolo, oltretutto citare “Lettera per email a una professoressa” a pochi mesi dall’uscita del prossimo “Non siamo figli contro-figure” mi fa pensare che aveva ragione quel mio professore che sosteneva in fondo nella vita si scrive solo l’opera

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E'ora di dire sì al pluralismo orizzontale

"Non possono essere tante faziosità a fare il pluralismo" e tanto meno il giornalismo! “ed e' ora di dire basta al pluralismo verticale”. L'invito arriva dal presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, Sergio Zavoli, che, a margine della sua prima conferenza stampa per presentare un ciclo di seminari sul servizio pubblico, parla coi giornalisti

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"Ci si annoia di più a divertirsi che a lavorare..."

Che cosa è il marketing?
Prendi Hally. Prendi una cena al ristorante. Prendi …in giro qualcuno…e ancor prima che ti “presento Sally” già sarai stato soggetto a condizionamenti. Metti che questo avvenga come effetto previsto…siamo dinanzi alla magia della pubblicità.


I più illuminati ci indicano di rivolgere le passioni all’estero. Come se restare significasse volare a bassa quota nei nostri progetti. In entrambi i casi non è richiesto a noi di assumere le responsabilità di un motore da accendere; eppure gli ardori giovanili sarebbero l’interruttore. Una generazione condannata a trentenni di adolescenza, non è la mia. Abbiamo delle domande ma la lettura per cliché non regge: sono rivolte ad una cultura che non “induce in tentazione”, a una didattica che non si nutre dell’avventura ermeneutica, ai canali ufficiali che si fanno supplire da You Tube per garantire l’accesso o per dare seguito ad un “invito sapiente”, ad una idea di tempo libero che varrebbe la pena di rispondere con Pavese: “Ci si annoia di più a divertirsi che a lavorare”. Qualcosa non funziona nella gestione delle istituzioni formali, nella loro concezione del loisir che sfratta: non si fanno scrupoli ad abbandonare i soggetti al solo “privato”. Ripensare le biblioteche significa creare un luogo alternativo, “se una notte di inverno un viaggiatore…”,“vuol dire che il libro è diventato uno strumento, un canale di comunicazione, un luogo d’incontro”!

Benedetta Cosmi

 
   

"La sera andavamo in Via Veneto"

"Da quel momento fui l’uomo di collegamento tra il gruppo romano e quello milanese. Non sto scrivendo un’autobiografia, ma cito questo elemento per chiarire al lettore in quale privilegiata condizione io mi sia trovato, all’età di 26 anni, per partecipare ad una vicenda politica, economica, culturale e poi perfino imprenditoriale”.

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Le nostre interviste
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Lo sciagurato Egidio
(pillole di verità. Supposte)

 Il succo del decreto salva - liste? Fatto l'inganno, trovata la legge.

 

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